Boldrini bufale e “debunker di stato” vediamo di capirci
Boldrini bufale e “debunker di stato” vediamo di capirci

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicit� grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Pubblicazione iniziale: 2016/12/20 5:41. Ultimo aggiornamento: 2017/01/06 12:30.
Da quando ho moderato un convegno sulle bufale a Montecitorio organizzato dalla Presidenza della Camera e sono stato citato dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, nel suo appello contro le false notizie che intossicano l�informazione, si � scatenata contro di me una notevole orda di, uhm, cordiali interlocutori come quelli mostrati qui sopra, che mi hanno rivolto alcune accuse piuttosto bislacche. Su Twitter sono arrivati personaggi spettacolari.
C�� gente che � andata persino a rivangare le mie preferenze informatiche ai lontani tempi di Windows Vista pur di trovare qualcosa su cui incazzarsi con me; altri che si sono accaniti per ore su una mia battuta sull�economia senza capire che era una battuta e come se litigare con me potesse cambiare le sorti del mondo e i loro tweet fossero l�ultimo baluardo contro i poteri forti. Gente convinta che twittare, e soprattutto twittare contro di me, sia come pigliar pallottole in guerra.
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In confronto gli sciachimisti sono stati dei galantuomini impeccabili e meritevoli del premio Nobel. � stato molto educativo.
Siccome ripetere le stesse risposte alle stesse accuse � un tantinello noioso, lo faccio qui una volta per tutte, cos� ce le leviamo di torno e posso dare un link pronto in risposta ai futuri eroi di Twitter.
Sono diventato un debunker di stato, �arruolato� dalla Boldrini?
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Risposta lunga: No. La Presidenza della Camera mi ha semplicemente chiesto di moderare una mattina di dibattito sulle bufale (fatto) e la Presidente Boldrini mi ha citato fra gli esperti che le daranno una mano nella sua iniziativa per contenere i danni causati dalle false notizie arruffapopolo e acchiappaclic. Tutto qui. Insieme a me la Boldrini ha citato Michelangelo Coltelli (Bufale un tanto al chilo), David Puente (Davidpuente.it) e Walter Quattrociocchi (CSSLab dellIMT di Lucca).
Non sono stato arruolato, assunto, messo sotto contratto, messo a libro paga o iscritto al Nuovo Ordine Mondiale con una stretta di mano segreta e il sacrificio di una capra. La Presidenza mi ha chiesto informalmente se mi interessava collaborare a queste due specifiche iniziative e io altrettanto informalmente ho detto di s�, perch� mi sembrano esperienze interessanti e potrebbero essere utili a molti.
Ma a parte queste due iniziative, sto andando avanti a fare il mio lavoro solito di giornalista informatico professionista che collabora da pi� di dieci anni con la Radiotelevisione Svizzera. Vivo da altrettanto tempo a Lugano dopo essere stato a lungo un contribuente tartassato del Fisco italiano (per questo ho lasciato l�Italia, dove arrivavo a stento a fine mese). Per cui le eventuali lusinghe della politica italiana mi lasciano del tutto indifferente. Finita questa parentesi, torner� a fare quello che facevo prima.
Del resto, le menti migliori di Internet sanno che io sono da tempo immemorabile al soldo dei Rettiliani e della CIA, per cui prendere ordini da una Presidente della Camera sarebbe un abbassamento di grado, no?
Quanto mi pagano?
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Non voglio che ci siano di mezzo dei soldi, perch� altrimenti ci saranno i soliti diversamente furbi che diranno che faccio questo e quello per denaro. Lo dicono lo stesso, ma almeno posso dire loro che sono degli imbecilli che dicono balle.
Faccio debunking da anni non per denaro, ma perch� mi piace farlo e spero di poter essere utile. Lo faccio perch� mi preoccupa la marea di cazzate socialmente pericolose diffuse dai complottisti e dagli speculatori acchiappaclic, dentro e fuori dai giornali e dalle TV, spesso con la complicit� consapevole o inconsapevole dei politici. Cazzate che per esempio fanno crollare le vaccinazioni, creano paure infondate e fanno arricchire i truffatori.
S�, avete capito bene: non faccio debunking per i soldi. Anche perch� ci si guadagna poco. Oltretutto fare debunking non � il mio lavoro principale: mi guadagno da vivere principalmente facendo tutt�altro (il traduttore tecnico brevettuale, se proprio volete saperlo). Questo mi consente di essere indipendente e di dire le cose come stanno anche quando ci sono di mezzo le bufale pubblicate da politici o dai giornali o dai canali TV. Se volete degli esempi, cercate le etichette giornalismo spazzatura o leggi idiote in questo blog.
Ti dai alla politica?
Grazie, no, non ci penso nemmeno. Moderare un convegno e fare una consulenza con la Presidenza della Camera non significa darsi alla politica. Se un chimico fa l�analisi delle acque potabili a Montecitorio, mica entra in politica. Inoltre collaboro con la Presidenza, ossia con l�istituzione, a prescindere da chi ricopre questo ruolo.
Ho accettato l�invito della Presidenza perch� consente di far arrivare i concetti del debunking e la conoscenza dei meccanismi ingannevoli delle bufale a un pubblico molto vasto, che normalmente non verrebbe raggiunto via Internet e per questo � pi� indifeso. Quando David Puente ed io abbiamo smascherato una delle tante fabbriche di false notizie che lavorano per denaro, la notizia � finita su tutti i principali giornali, raggiungendo in un solo giorno alcuni milioni di persone, allertandole all�esistenza di questo fenomeno poco conosciuto. Questo � un risultato che non sarebbe stato possibile ottenere usando canali online tradizionali.
Forse � un gesto politico, in effetti, ma nel senso alto del termine: quello di rendersi utili ai cittadini.
Faccio il censore?
No, manco morto: io segnalo semplicemente i siti che pubblicano bufale (e lo faccio anche quando il sito � quello di Repubblica o del Corriere). Ma non li censuro e non voglio che vengano censurati: preferisco che gli utenti di Internet li possano vedere, riconoscere come bufalari e poi decidere se vogliono evitarli. Se vi raccontano balle, non volete saperlo?
In realt� di solito sono i siti stessi a censurarsi da soli quando si sentono sputtanati, come � successo per esempio per Liberogiornale o Repubblica.
Per darvi un�idea di quanto mi stia in odio la censura, tenete presente che io insegno a eluderla, sia in questo blog, sia nei corsi di giornalismo informatico che tengo per esempio per i colleghi della Radiotelevisione Svizzera.
Sto prestando il fianco a un attacco alle libert� di Internet?
Se vi sembra strano che ci sia di colpo tutto questo interesse per le bufale da parte dei governi e dei media tradizionali, non siete i soli. Non siete i soli a sospettare che si tratti di una manovra per avere consenso popolare per introdurre nuove forme di censura e controllo di Internet, oppure per dare la colpa delle false notizie agli utenti di Internet e distrarre da un fatto fondamentale: i pi� grandi propagatori di balle sono i media tradizionali, per incompetenza o per calcolo, come ho segnalato tante volte in questo blog.
Programmi di panzane totali come Voyager o Mistero non sono video fatti da acerbi Youtuber: sono produzioni professionali delle reti televisive mainstream. E raggiungono, ad ogni puntata, un numero di persone che fa impallidire qualunque sito Internet. I siti di giornali come il Corriere ospitano pagine come quelle di Flavio Vanetti, per il quale ogni tafano che passa davanti all�obiettivo � un disco volante che arriva dal Pianeta Papalla. Agenzie di stampa come ADNKronos pubblicano idiozie come gli articoli che promuovono il �respirianesimo� (l�idea suicida di vivere senza cibo, �nutrendosi� solo di aria e sole), dando loro autorevolezza e credibilit�.
Sono ben consapevole del fatto che la segnalazione dei siti che pubblicano bufale per denaro pu� essere strumentalizzata come giustificazione per tentativi (stupidi) di censura o schedatura degli utenti. Per questo non perdo occasione, come � successo anche al convegno di Montecitorio, per ricordare che questo non � un problema di Internet: � un problema dei giornalisti avidi di scoop e sensazionalismi, che ci sono anche nella carta stampata, alla radio e alla TV. E l� possono fare assai pi� danni di quanto si possa fare su Internet.
Perch� non debunko questa o quell�altra cosa quando me lo chiedono?
Perch� non sono una scimmietta ammaestrata che fa lo spettacolino a comando. Come ho gi� detto qui sopra, non sono pagato per fare debunking: � una passione, per cui decido io se mi va di farlo e a quale argomento dedicarmi. Non perdete tempo a scrivermi dicendo �Debunkami questo!�. E tenete presente che mi occupo solo di vicende concrete, non di opinioni.
Quindi � inutile (e anche piuttosto stupido) insinuare che non debunko una certa storia perch� non voglio dare contro il potente di turno che � coinvolto. Se non lo faccio, � semplicemente perch�:
a) non ho tempo: sto lavorando ad altro e il debunking non � il mio lavoro principale
b) il tema non mi interessa
c) � al di fuori del mio campo di competenza
d) non � una faccenda importante.
Fra l�altro, non sono mica l�unico debunker al mondo: ce ne sono molti altri, pi� bravi di me. Potete benissimo rivolgervi a loro.
Ma chi sono io per fare il debunker? Che titoli ho?
C�� chi s�inviperisce perch� non ho una laurea apposita per fare debunking (sono diplomato in lingue, se ci tenete a saperlo; ho iniziato a lavorare come traduttore ancora prima di diplomarmi) dimenticandosi che non esiste una Facolt� di Debunking e che quindi lamentarsi che non ho titoli per fare debunking � una stupidaggine. Io ho oltre vent�anni d�esperienza nel settore, ho lavorato con alcuni fra i pi� grandi esperti del campo e comunque mi appoggio sempre a esperti degli specifici argomenti di cui mi occupo. Se avete di meglio da offire, fatevi avanti.
Ma il mio account Twitter � pieno di follower falsi perch� li ho comprati?
Figuriamoci se ho tempo, voglia o bisogno di comprare follower. I fake sono un problema diffuso di Twitter: si attaccano spontaneamente agli account popolari e non ci sono metodi sicuri per filtrarli automaticamente (se ne conoscete, sono tutt�orecchi).
Comunque secondo il test che cito qui (e che ho commissionato io a Twitteraudit) il 56% dei miei follower � reale. Anche togliendo il 43% di falsi, mi restano 181.000 follower reali. � un problema?
Un criticone, @Frangit2000, ha insinuato pubblicamente questa balla dei fake, cos� ho chiesto ai miei follower di scrivergli educatamente spiegando che non erano fake. La risposta dei follower � stata epica: sono ormai giorni che @frangit2000 � sommerso di tweet individuali che gli dicono �non sono un fake�. Non so come ringraziarvi.
Ma perch� me la prendo solo con le bufale del partito X e trascuro quelle del partito Y?
La cosa buffa � che vengo criticato dai twittatori di destra perch� non faccio debunking sulle bufale della sinistra e dai twittatori di sinistra perch� non debunko le cazzate di destra. Mai una gioia.
In tutti i miei anni di debunking ho cercato di non sottolineare l�affiliazione politica dei vari esponenti di cui verificavo le affermazioni, per cui faccio un po� fatica a stilare un elenco di bufalari di destra, di centro e di sinistra: ne trovate un elenco parziale qui sotto. Se mi potete dare una mano sfogliando il Disinformatico e segnalandomi altri esempi, ve ne sar� grato.
� Italo Sandi, deputato dei Democratici di Sinistra, 2003 (scie chimiche)
� Piero Ruzzante, deputato dei Democratici di Sinistra, 2003 (scie chimiche)
� Severino Galante, deputato dei Comunisti Italiani, 2005 (scie chimiche)
� Davoli, Uras e Pisu (consiglieri di Rifondazione Comunista), 2006 (scie chimiche)
� Beppe Grillo, 2006 (cellulari cuociuova)
� Gianni Nieddu, senatore dellUlivo, 2006 (scie chimiche)
� Amedeo Ciccanti, senatore dellUdC, 2007 e 2009 (scie chimiche)
� Katia Bellillo (deputata dei Comunisti Italiani e gi� ministro agli Affari Regionali e alle Pari Opportunit�), 2007 (scie chimiche)
� Beppe Grillo, 2008 (Biowashball)
� Sandro Brandolini, deputato del Partito Democratico, 2008 (scie chimiche)
� Antonio Di Pietro, deputato dellItalia dei Valori, 2008 (scie chimiche)
� Antonio La Forgia, Alessandro Bratti e Manuela Ghizzoni (Partito Democratico), 2009 (scie chimiche)
� Oskar Peterlini, senatore del S�dtiroler Volkspartei, 2009 (scie chimiche)
� Domenico Scilipoti, deputato di Iniziativa Responsabile, 2011 (scie chimiche)
� Giuseppe Vatinno, deputato di Italia dei Valori, 2012 (interrogazione parlamentare sugli UFO)
� Roberto Zaffini (Lega Nord), 2013 (scie chimiche)
� Paolo Bernini, deputato Movimento 5 Stelle, 2013 (chip sottopelle segreti)
� Carlo Sibilia, deputato Movimento 5 Stelle, 2014 (negazione degli sbarchi sulla Luna)
� Bartolomeo Pepe (senatore, gruppo Grandi Autonomie e Libert�), 2016 (antivaccinismo)



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